
APPUNTI PER I NUOVI AMMINISTRATORI COMUNALI
In vista delle elezioni comunali del 4 maggio 2025, la prima cosa che chiediamo indistintamente a tutti i candidati, vista la bassa affluenza alle urne recentemente registrata alle ultime elezioni provinciali (58,3% dei potenziali elettori), è un impegno a ricucire il rapporto tra politica e cittadinanza, a riconquistare una nuova fiducia dell’elettorato, a produrre condivisione, coinvolgimento e senso di appartenenza e incentivare diversi possibili modi di partecipazione del cittadino alla vita pubblica.
Sottoponiamo inoltre alla loro attenzione alcuni argomenti di maggiore rilevanza e urgenza.
- Dovranno essere affrontate immediatamente le criticità climatico-ambientali che si evidenziano in modo sempre più preoccupante.
- È da molto tempo che dal mondo scientifico giunge il sollecito a urgenti e drastiche azioni di riduzione delle emissioni, lanciato in seguito alla pubblicazione da parte del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente del dato relativo al surriscaldamento del pianeta che, con gli attuali impegni assunti dai Paesi di tutto il mondo, vede la proiezione al 2100 di un aumento di 2,5-2,9 gradi!
Ai futuri amministratori spettano quindi decisioni fondamentali per indirizzare il nostro territorio e la nostra società verso un futuro improntato sulla sostenibilità e sul contenimento degli effetti cambiamento climatico, con relativa mitigazione delle emergenze in atto, a partire dalla necessità di esclusione di nuove emissioni gas-alteranti nell’atmosfera e dall’eliminazione di quelle relative a produzioni che possono essere riconvertite. In quest’ottica sarà importante evitare la realizzazione sul territorio provinciale del sistema di trattamento termico dei rifiuti, al fine di assicurare un necessario approfondimento di tutte le tematiche connesse e garantire la soluzione con minor incidenza sull’impatto ambientale.
- Anche le questioni paesaggistiche dovranno essere tenute in più attenta considerazione e gestite secondo il criterio costituzionale della protezione del bene comune, di prioritario valore rispetto ad altre tematiche. La salvaguardia dei beni naturali e ambientali, la tutela del paesaggio, la tutela delle terre alte, la difesa della montagna, gestione dei parchi comunali e alberature storiche, non possono più accettare trasgressioni e infinite deroghe ai limiti imposti. È urgente l’avvio di una politica turistica orientata alla qualificazione e differenziazione dell’offerta,con interventi strettamente collegati alla valorizzazione del territorio e della sua storia.
- Un consumo delle risorse più efficiente implica anche un limite definitivo al consumo di suolo libero. Nei PRG comunali di tutto il Trentino si registrano ancora ampissime superfici in zone di possibile espansione edilizia. Il concetto di “consumo di suolo zero”, a cui qualche comune comincia ad aderire evitando l’inserimento nei piani di nuove zone di ampliamento, dovrebbe implicare anche lo stralcio delle superfici fino ad ora non utilizzate. Il Trentino deve puntare sulla densificazione edilizia, sul massimo rispetto del suolo agricolo e naturale, sul riuso delle zone artigianali ed industriali dismesse.
- È improcrastinabile un intervento coordinato e immediato per la valorizzazione e rivitalizzazione dei centri storici, un patrimonio socio-culturale-storico-architettonico ed economico che ha forgiato il nostro territorio e improntato il carattere distintivo e identitario delle comunità. In questa fase temporale stiamo assistendo a due fenomeni diversi: i piccoli centri di montagna si stanno lentamente spopolando, mentre i centri di fondovalle registrano un aumento costante degli abitanti. Il tema non è di facile soluzione, ma affrontandolo con un approccio multidisciplinare -come ci dimostrano diversi casi sperimentati fuori provincia -vedasi Alto Adige, Piemonte, Friuli, ecc.- è possibile rendere appetibili per nuove residenze anche i nuclei sparsi. Non basta proporre contributi per l’acquisto e la ristrutturazione degli edifici -che pure costituisce un aiuto- ma è necessario un progetto di ampio respiro, di carattere sociale ed economico, comprendente incentivi e detassazioni, ma soprattutto servizi (facili collegamenti, trasporti pubblici, piccoli negozi, punti di appoggio sanitari, assistenza all’infanzia e alla terza età ecc.).
- Un tema di fondamentale importanza per la riduzione delle emissioni e per la gestione del territorio e l’organizzazione dei servizi è il potenziamento del trasporto pubblico e del sistema di interconnessione dei vari livelli a scala territoriale (treno, tram, corriera, autobus urbano, battello, funivia, ecc.). Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, oltre all’ambito ciclistico -con l’ulteriore diffusione delle piste ciclabili soprattutto in ambito urbano e di collegamento extraurbano- sono da prendere in considerazione diverse problematiche legate alla necessità di evitare consumo di suolo (privilegiando dove possibile il recupero di tracciati esistenti), di mantenere le pavimentazioni naturali delle strade poderali, di regolamentare i percorsi ciclabili in montagna e la percorribilità dei sentieri.
- Una particolare attenzione al sistema culturale, che negli ultimi anni si è sviluppato notevolmente, ma che può essere implementato e maggiormente articolato, per dare spazio e luoghi alle espressioni artistiche nelle più ampie accezioni. Anche tale ambito deve saper offrire adeguati spazi di partecipazione e coordinamento. Riteniamo indispensabile una regia unitaria delle strutture museali, delle più diverse manifestazioni e delle proposte che possono arrivare dal territorio.
Per quanto riguarda nello specifico il comune di Trento, con la città che sta vivendo un momento di grandi trasformazioni, reiteriamo la richiesta di una urgente programmazione a lungo termine dello sviluppo urbano, mediante la definizione di un disegno di ricollocazione dei servizi (ospedale, università, scuole, sedi degli enti pubblici, polo giudiziario, centri sportivi, ecc.) e di interconnessione degli stessi con il sistema di un sistema di trasporto pubblico integrato, che dovrà essere riorganizzato, potenziato e differenziato su diverse scale di priorità e diversi ambiti territoriali, con una rete di facili e veloci collegamenti -il cosiddetto sistema della “città a 15 minuti”- che assicuri tutti i servizi al cittadino a distanze raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici.
È richiesto, inoltre, l’abbandono del progetto della funivia del Bondone, per l’impatto che il sistema avrà sul paesaggio (un carosello continuo delle numerose cabine “a sganciamento automatico” sul fiume Adige e sulle pendici del Bondone), per la sua ridotta capacità di servizio a causa della diffusione del sistema insediativo del Bondone che non permette di ottenere un reale beneficio da tale collegamento ed infine, ma non per ultimo, per la totale diseconomicità dell’intervento, con un costo preventivato di più di 80 milioni di euro e un deficit annuo di minimo 3 milioni, che costituirà un debito perenne a carico della cittadinanza.
Per il centro storico di Trento, particolarmente qualificato dalle preziose facciate dipinte –catalogate e documentate nel volume “Trento città dipinta” edito da Italia Nostra nel 2022- data la loro fragilità e il precario stato di conservazione di molte di esse, reiteriamo la richiesta di interventi urgenti, rivolti sia all’immediato restauro dei manufatti di proprietà pubblica, sia all’organizzazione di un tavolo di regia -con la partecipazione di enti, istituti bancari e assicurativi, ordini professionali, associazioni artigiane, ecc.- per guidare e facilitare le operazioni sugli edifici privati.
Tutto ciò deve essere inserito in una programmazione organica e complessiva, mediante la precisa definizione di un piano articolato che dovrà guidare ogni scelta di dettaglio e comporre il disegno del territorio comunale che si intende trasmettere alle future generazioni. Un disegno dove ogni elemento abbia uno stretto carattere di coerenza con tutto il contesto, dove tutto abbia senso e motivo, dove non possa essere accettato alcunché di dissonante o di incoerente.
Una simile operazione dovrà vedere la partecipazione attiva dei cittadini. Le occasioni di confronto, valutazione e dibattito, oggi ampiamente rifuggite dagli amministratori, devono tornare a essere il cardine di una gestione democratica della cosa pubblica.
Trento, 25.03.2025
Italia Nostra sezione trentina
Il Consiglio direttivo
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